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Come creare le buyer personas: l’identikit del tuo cliente ideale

Ma qual è il senso di definire l’identikit del tuo cliente ideale, ovvero creare le buyer personas? Prima di tutto, è importante per dare una direzione alla tua comunicazione e non disperdere il tuo tempo quando crei contenuti, poi anche per attirare persone in target.

Quando sai esattamente a chi ti stai rivolgendo tutto quello che dici ha una risonanza diversa e non hai nemmeno più bisogno di fare trattative estenuanti sul prezzo dei tuoi prodotti o servizi, perché i contenuti che pubblichi educano il tuo pubblico.

Le caratteristiche delle buyer personas

Chiariamo un punto a cui tengo particolarmente: quando crei le tue buyer personas non devi pensare solo alla loro età, genere e residenza. 

Queste sono informazioni superficiali che danno ben poca spinta ai tuoi contenuti e non ti permettono certo di portare le persone a cui sono rivolti ad agire.

Fonte Immagine: Canva Pro

Per costruire una comunicazione davvero efficace e identificare le caratteristiche salienti dei tuoi clienti ideali, devi scavare più a fondo e approfondire l’aspetto umano. 

Una vera buyer persona prende vita quando individuiamo il suo "punto di dolore" (pain point), ossia quel problema irrisolto che la fa svegliare la notte o che le rende la giornata lavorativa più faticosa del dovuto. Dobbiamo capire come si informa, di chi si fida, quali obiezioni potrebbe sollevare di fronte alla nostra offerta e quali sono le sue reali aspirazioni. 

Le persone non comprano mai un prodotto o un servizio in sé, vorrei che questo concetto te lo fissassi nella mente, ma la trasformazione e il cambiamento che quel prodotto o servizio promette di dare, o piuttosto la serenità di aver risolto un grattacapo.

Creare le buyer personas

Definire il cliente ideale è un processo di ascolto attivo e di analisi della realtà e ora ti spiego esattamente cosa devi fare. Prima di tutto osserva i tuoi clienti, quelli più soddisfatti e con cui lavori meglio, e chiediti cosa hanno in comune e soprattutto perché ti restano fedeli. Ma per fare un lavoro davvero accurato, devi andare oltre la semplice intuizione e raccogliere dati reali.

Conduci interviste dirette, invia sondaggi mirati e confrontati con il tuo team di lavoro, se ne hai uno, analizzando anche le domande e le conversazioni che avvengono sui social o forum.

È un lavoro dinamico, che definirei quasi artigianale, e richiede un'ottima dose di empatia ma anche tempo, per evitare di commettere errori e di fare uno studio poco approfondito.

Una volta raccolte queste informazioni - non solo dai clienti che hai già - potrai finalmente costruire il tuo identikit e utilizzarlo per creare contenuti e veicolare il tuo messaggio.

La Mappa dell’Empatia

Come creare le buyer personas attraverso mappa dell'empatia e social listening

Fonte Immagine: Canva Pro

Ecco uno degli strumenti più potenti che puoi utilizzare per capire quali sono le caratteristiche dei tuoi potenziali clienti e per creare, di conseguenza, contenuti che catturino la loro attenzione e li coinvolgano, che sia su Instagram o un altro social.

Ti presento la Mappa dell’Empatia, che ti fa entrare nella testa e nel cuore delle persone che vorresti raggiungere, rispondendo a sei domande chiave (in realtà sono molte di più):

  • Cosa vede? Qual è il suo contesto, cosa osserva ogni giorno nel suo lavoro o nella sua vita?
  • Cosa sente? Quali influenze ha attorno: colleghi, amici, social, mercato?
  • Cosa pensa e prova? Quali sono le sue paure, i suoi desideri, le sue frustrazioni?
  • Cosa dice e fa? Come parla dei suoi problemi? Come agisce?
  • Quali sono i suoi dolori (pain)? Cosa lo blocca, cosa lo stressa, cosa teme di perdere?
  • Quali sono i suoi guadagni (gain)? Cosa sogna di ottenere, come misura il successo, cosa lo farebbe sentire soddisfatto?

Rispondere a queste domande ti regala una nuova prospettiva e cambia completamente il modo in cui pensi alla tua comunicazione. 

Non scriverai più solo post per vendere i tuoi servizi, ma rifletterai prima di ogni altra cosa sul tipo di messaggio da veicolare, e su quale aspetto della Mappa dell’Empatia porre enfasi di volta in volta quando crei contenuti per i social.

Non userai più parole generiche, ma le stesse parole del tuo potenziale cliente - quelle che usa nei commenti, nelle chat, nei messaggi privati - e che lo fanno sentire parte integrante della conversazione e compreso nelle sue necessità, ascoltato.

Ogni contenuto che pubblichi sui social è la risposta concreta a un bisogno, è così che la devi pensare. Il segreto è portare la persona che ti sta guardando a non considerarti più come una delle tante professioniste presenti sul mercato, ma come quella professionista che sa leggere più di tutte la sua situazione ed è pronta a intervenire per migliorarla.

Social Selling: come trovare i bisogni dei tuoi futuri clienti 

Uno degli errori più grandi che puoi commettere quando utilizzi Instagram, o qualsiasi altro social per vendere, è di imporre un tuo servizio senza fermarti a riflettere su quello che serve davvero alle persone. Lo ha fatto anche una mia cliente, prima di diventare tale, e indovina? Ha faticato a trovare qualcuno di interessato e ha smesso di promuovere il suo corso perché non aveva riscontro.

E visto che tu non vuoi finire come lei, a lavorare per mesi senza poi ricavarne quasi nulla, prendi nota di tutto quello che sto per dirti.

Ascolta le conversazioni del tuo pubblico

Il primo passo che devi fare è concentrarti sull’ascolto attivo, dedicando tempo ogni settimana ad osservare cosa dicono e fanno i tuoi potenziali clienti:

  • Leggi i commenti ai post (anche dei competitor, ovviamente): quali parole usano per descrivere le loro difficoltà e quello che li preoccupa?
  • Segui gruppi Facebook, forum o community LinkedIn del tuo settore e guarda le domande che fanno più ricorrenti. 
  • Usa gli strumenti di ricerca interna dei social (hashtag, parole chiave etc.) per scoprire cosa cercano le persone legate alla tua nicchia.

Questo tipo di osservazione ti mostra i bisogni reali, spesso molto diversi da quelli che immagini tu, ed è da qui che devi partire.

Fai domande e avvia conversazioni

Non c’è social selling senza dialogo. Sui social, l’interazione è il modo più diretto per raccogliere dati:

  • Pubblica post che stimolino la partecipazione: “Qual è la difficoltà più grande che incontri quando…?”
  • Usa le stories con sondaggi e box domande: semplici, ma ti servono per capire sia i bisogni delle persone che le parole che usano per esprimersi.
  • Quando ricevi commenti o messaggi, non rispondere in modo sbrigativo: chiedi di più, approfondisci, mostra interesse. Mai essere di poche parole.

Ogni conversazione è un’occasione per conoscere ancora di più chi hai davanti e no, non deve portarti a vendere sempre. Cerca di ragionare in modo diverso da come eri abituata, perché prima di acquisire un nuovo cliente devi guadagnarti la sua fiducia.

Analizza i tuoi contenuti: cosa attira

Guarda cosa è andato bene e cosa non è andato come speravi nei tuoi contenuti, ma non limitarti solo al numero di like o alle visualizzazioni che hai ricevuto, come se fossero quelli gli unici parametri che contano. Osserva piuttosto quali sono i contenuti che hanno portato a domande, commenti o piuttosto a conversazioni in Dm e cosa ti hanno scritto.

Se un post in cui parli di “come trovare clienti senza sentirsi invadenti” riceve molte interazioni, hai appena identificato un bisogno profondo: le persone vogliono vendere, ma con autenticità.

Da lì puoi costruire una serie di contenuti, offerte o consulenze personalizzate attorno a quel tema, e lo stesso vale per tutti gli altri settori.

Studia i competitor: il gap di bisogno

Non analizzare solo quello che i tuoi competitor dicono, concentrati su ciò che invece non dicono. Inizia scorrendo i commenti ai loro post e leggi le domande rimaste senza risposta, o quelle a cui si poteva rispondere meglio (cosa che sarai tu a fare).

Segnati i punti deboli che noti nella loro comunicazione, perché potrebbero diventare preziose opportunità per te.

Se, ad esempio, sei una psicologa e noti che molte colleghe sui social parlano di ansia e stress, ma lo fanno solo in termini generici (“5 strategie per gestire l’ansia”, “come calmare la mente”), potresti accorgerti che quasi nessuna affronta la solitudine di chi vive l’ansia o la vergogna nel chiedere aiuto.

Eppure, nei commenti, le persone scrivono proprio questo: “Mi sento sola”, “Non ne parlo con nessuno”, “Mi vergogno a dire che sto male”.

Ecco un gap di comunicazione enorme, che puoi sfruttare a tuo favore.

Cosa guardare per creare le buyer personas?

Oltre ai forum, ai commenti sui social e alle conversazioni private, che siano o meno di tuoi clienti o di persone che non lo sono ancora, puoi cogliere l’occasione di avviare un dialogo anche quando qualcuno interagisce con uno dei tuoi contenuti su Instagram. 

Puoi scrivergli un messaggio in privato e interessarti al suo problema. E quando riceverai una risposta, potrai anche trasformare quello che ti dirà, nel rispetto della sua privacy, in un contenuto, per essere d’aiuto anche ad altre persone che hanno la stessa difficoltà.

Questo andrà a generare empatia e riconoscimento in chi guarderà il tuo video, che poi penserà “lei mi legge nel pensiero”, per poi seguirti o scriverti in Dm per avere maggiori informazioni o un confronto diretto e fissare una call conoscitiva.

Le 4P del marketing 

Le 4 P del marketing (Prodotto, Prezzo, Posizionamento/Distribuzione, Promozione) sono il modello ideato da E. Jerome McCarthy e reso celebre da Philip Kotler. 

Sono le leve operative che un'azienda utilizza per posizionare un'offerta sul mercato:

  • Prodotto (Product): ciò che si offre al mercato per soddisfare un bisogno o un desiderio (caratteristiche, design, qualità, packaging, vantaggi).
  • Prezzo (Price): la somma di denaro che il cliente paga per il prodotto (strategie di prezzo, sconti, termini di pagamento, percezione del valore).
  • Punto vendita / Distribuzione (Place): i canali attraverso cui il prodotto raggiunge l'acquirente (store fisici, e-commerce, marketplace, logistica, copertura geografica).
  • Promozione (Promotion): le attività di comunicazione per far conoscere il prodotto e incentivarne l'acquisto (pubblicità, social media, PR, contenuti, promozioni vendite).

Come le 4 P contribuiscono all'identikit del cliente ideale

Le buyer personas sono rappresentazioni semi-fittizie del cliente ideale basate su dati reali, motivazioni, comportamenti e obiettivi. 

Mentre tradizionalmente le 4 P vengono considerate uno strumento "orientato all'azienda" (cosa vendo e come?), ribaltare la prospettiva e analizzarle dal punto di vista dell'utente consente di costruire o affinare profili di target molto dettagliati:

Analizzare il prodotto attraverso le personas aiuta a individuare i bisogni profondi:

  • Problema risolto: quale specifico pain point della persona risolve questa caratteristica del prodotto?
  • Benefici vs Caratteristiche: la persona cerca un beneficio funzionale (es. un software veloce) o emotivo (es. status, tranquillità)?
  • Utilizzo reale: come e quando la persona interagirà con il prodotto?

Il prezzo non definisce solo un costo, ma segmenta la parte psicologica del cliente:

  • Soglia di spesa: qual è la disponibilità economica e il potere d'acquisto della persona?
  • Percezione del valore: la persona associa un prezzo alto a una qualità superiore o è alla continua ricerca di sconti e offerte?
  • Modello di acquisto: preferisce un abbonamento ricorrente, un pagamento unico o piuttosto opzioni a rate?

I canali di distribuzione vanno invece a mappare il viaggio di acquisto (Customer Journey): 

  • Dove acquista: la persona compra principalmente online (da mobile o desktop), nei negozi fisici o tramite intermediari/consulenti?
  • Ostacoli d'acquisto: preferisce la spedizione rapida a domicilio o il ritiro in punto vendita?
  • Punti di contatto (Touchpoints): dove si informa prima di acquistare? Frequenta e-commerce verticali, marketplace come Amazon o negozi di quartiere?

C’è poi la promozione, che definisce la strategia di comunicazione da adottare per aiutarti a raggiungere i tuoi clienti ideali e lo fa con:

  • Canali di comunicazione: dove passa il tempo la persona? (es. Instagram/TikTok, LinkedIn per B2B, email, podcast, riviste settoriali).
  • Linguaggio e Tono di Voce (Tone of Voice): risponde meglio a una comunicazione formale ed esperta o a un approccio informale ed empatico?
  • Leve emotive e obiezioni: Quali messaggi vincono le sue esitazioni? Cosa la convince a fidarsi (recensioni, casi studio, garanzie, prova gratuita)?

Incrociando le leve delle 4 P con i dati di ricerca (interviste ai clienti, analytics web, ascolto social), si ottiene una profilazione non solo demografica, ma fortemente legata ai comportamenti d'acquisto reali. Come vedi, creare le buyer personas non è un’attività impossibile da svolgere, ma richiede sicuramente molto tempo e una profilazione accurata.

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DICONO DI ME

Le parole di chi si è affidato a me per la sua comunicazione

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GIORGIA CANEPARO
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Il percorso Story to Shine che ho seguito con la guida e il supporto di Rebecca non è stato solo un percorso formativo ma anche psicologico. Grazie a lei, alla sua empatia ma soprattutto alla sua professionalità sono riuscita a riprendere in mano il mio lavoro , la mia attività per la quale avevo perso le speranze. Grazie a Rebecca ho preso coraggio nel mostrare le mie capacità da cake designer alle quali non davo abbastanza valore. A conclusione di questo percorso posso dire che DODA’S CAKES si è letteralmente trasformata ed è motivata a crescere e a realizzarsi sempre di più. Sono partita ad avere vendite instabili non tutte le settimane a ricevere ordini quasi ogni giorno e devo dire che per me è un ottimo risultato visto il punto di partenza! Consiglio Rebecca e i suoi percorsi non solo per la sua validità ma in particolare per l’umanità che lei sa esprimere nei confronti di chi li frequenta.
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Marco Verdigi
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"Be your Brand" per me è stato una bussola. Un percorso che non mi ha insegnato semplicemente le mode del momento da seguire, ma che mi ha aiutato a capire la direzione giusta per il mio progetto. Sentivo di avere tanto da raccontare, ma le mie idee erano poco chiare e men che mai concrete. Sono un travel storyteller, con un profilo Instagram e presto un blog, e avevo bisogno di costruire una comunicazione che fosse autentica, riconoscibile e anche sostenibile nel tempo. Il percorso è stato molto più di una semplice formazione. Ho fatto un’esperienza immersiva, con un’analisi profonda del mio modo di pensare, dei miei interessi reali e di come tutto questo potesse diventare contenuto. Grazie a "Be your Brand" sto imparando a dare forma alle mie idee, trasformandole in azioni concrete. Se prima creavo contenuti a caso adesso sto costruendo una comunicazione più consapevole, strategica ma allineata al mio modo di pensare. Tutto questo grazie a Rebecca che è una bravissima digital strategist! Preparata, creativa e sempre disponibile. Ti supporta in ogni fase con consigli preziosi, ci mette davvero il cuore nel progetto e ti aiuta a scoprire e valorizzare ciò che ti rende unico e diverso dai competitor. Consiglio Be Your Brand a chi vuole trasformare la propria comunicazione, capendo cosa lo rende unico e come mostrarlo senza snaturarsi.
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Greta Donadello
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Story to Shine è stata un'esperienza che mi ha arricchito a 360 gradi. Mi sono rivolta a Rebecca perché il mio profilo Instagram (e la mia identità visiva in generale) non mi rendeva soddisfatta e non mostrava tutto l'impegno e la dedizione che investo quotidianamente nel mio lavoro. Grazie alle nostre consulenze virtuali super personalizzate e agli esercizi che ho svolto ho imparato tantissimo: adesso so come impostare uno storytelling, termine per me sconosciuto fino all'inizio del corso, ho imparato come scegliere colori, font e tono di voce, so riconoscere e scegliere un format, ho studiato i bisogni e i desideri del mio target di riferimento. Già a metà del corso ho notato risultati tangibili e un pubblico estremamente più coinvolto e partecipe! In pochi mesi ho guadagnato centinaia di followers perché finalmente il mio modo di comunicare su Instagram é diventato intenzionale, riesco a programmarlo, so quali aspetti enfatizzare del mio lavoro per generare curiosità. Anche le vendite sono nettamente aumentate: solo con la settimana di San Valentino ho recuperato l'intero investimento fatto per Story to Shine. Non posso che consigliare vivamente questo percorso di formazione e in particolare Rebecca: é una professionista puntuale e attenta in un settore dove purtroppo, al contrario di lei, ci sono molti individui che si improvvisano esperti rischiando di farvi perdere soldi e tempo! A livello umano ho trovato una persona empatica e cordiale, sinceramente interessata ad aiutare i suoi clienti con i quali, almeno nel mio caso, si è instaurato un bellissimo rapporto di fiducia e sostegno. Non aspettate oltre! Iniziate!
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Giulia Tavanti
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Affidarmi a Rebecca per la gestione delle mie pagine Instagram (e TikTok) è stata una scelta azzeccata. Mi sono rivolta a lei in un momento in cui il mio profilo era fermo da tempo, senza una vera identità e col tempo avevo finito per trascurarlo del tutto. Grazie al suo supporto quotidiano sono riuscita finalmente a vedere i primi risultati concreti: il mio profilo è ripartito, ho ricevuto nuovi contatti e richieste e ho avviato anche alcune collaborazioni. Mi trovo molto bene, sia a livello professionale che umano, per questo mi sento di consigliarla sinceramente a chi vuole far crescere la propria presenza online in modo autentico e strutturato.
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Michele Guandalini (Ipnosi Regressiva Bologna)
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Professionista capace, predisposta ad immergersi in argomenti vari e ad apprendere cose nuove per sviluppare il proprio lavoro. Ottima cura del sito, dell'immagine del professionista e molta attenzione agli aspetti di promozione del posizionamento del sito sul web. Superconsigliata!
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Giulia Credi
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Affidarmi a Rebecca per una consulenza strategica è stata una delle scelte più preziose fatte per Flaïa. Già dal primo momento, con un questionario tanto dettagliato quanto mirato, ha saputo portarmi a fondo nel cuore del progetto, come se ci fosse dentro da sempre. È riuscita a vedere con lucidità ciò che a volte io stessa faticavo a mettere a fuoco, individuando con delicatezza ma estrema precisione i punti di forza e quelli su cui lavorare. Mi ha restituito una visione chiara e profonda. Ha colto sfumature che spesso si perdono tra le righe, quelle che fanno la differenza tra una semplice consulenza e un incontro che lascia il segno. Rebecca non è solo professionale: è attenta, empatica, concreta. E soprattutto, ha il dono raro di saper ascoltare davvero. Sono grata di averla incontrata lungo il cammino di Flaïa.
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Gaia Dalla Valle
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Ho iniziato il mio percorso con Rebecca a Giugno, partendo dalla Consulenza Strategica: già dopo la prima call ho notato tanti aspetti della mia attività su cui lavorare. Da subito ho visto molti miglioramenti, sia nelle interazioni sulla mia pagina social, sia negli ordini ricevuti. A Settembre abbiamo iniziato insieme la formazione e, in poche settimane, grazie agli esercizi e alle nostre call, ho imparato moltissimo. Adesso sono pronta ad affrontare il secondo mese di lavoro con lei e non vedo l’ora, perché i risultati positivi non hanno tardato ad arrivare. Rebecca è una persona fantastica. Si dedica completamente a te, non lascia nulla al caso e ti accompagna con empatia, sincerità e tanto incoraggiamento. Se cercate una Professionista con la P maiuscola, lei è la persona giusta per voi!

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