
SEO Copywriter e Digital Strategist. Creativa e sognatrice, ricerco l'essenza del tuo progetto nelle parole che scelgo.
Conosciamoci meglioQual è il punto di vista della tua narrazione? Una scelta non casuale e talvolta sottovalutata, il riflesso di una decisione strategica che orienta tutto il tuo messaggio.
Non è una mera scelta linguistica, ma influenza il coinvolgimento del pubblico, l’empatia che viene percepita e la tua stessa credibilità.

Fonte Immagine: Canva Pro
Il punto di vista nel racconto di brand è in grado di determinare l’efficacia stessa della tua narrazione ed è per questo che non può essere considerato un aspetto secondario.
La prospettiva da cui viene narrata una storia, ecco che cos’è il punto di vista nella narrazione. Fa riferimento a chi racconta e a quanto sa della vicenda: può essere in prima persona, in cui il narratore è protagonista o testimone, o in seconda, per coinvolgere direttamente il lettore e fargli vivere l’esperienza.
C’è la terza persona limitata, in cui il narratore sa i pensieri e le emozioni di un solo personaggio, o quella onnisciente, in cui si conosce tutto (le azioni, i pensieri, gli eventi passati e futuri).
Come non menzionare poi il narratore collettivo, che parla a nome di un gruppo o di una comunità, utilizzando il "noi" inclusivo, rafforzando il senso di appartenenza.
Queste strutture tecniche si adattano perfettamente anche al mondo del brand storytelling. L'importante è capire che ogni scelta porta con sé un impatto comunicativo ben preciso.
Il punto di vista nel racconto di marca fa riferimento alla posizione emotiva e narrativa da cui il pubblico viene invitato ad osservare. Come possiamo applicarlo in concreto?
È il "noi" istituzionale, utilizzato per raccontare la storia dell'azienda, i suoi valori fondanti, le motivazioni dietro ai prodotti o ai servizi.
Esempio:
"Noi di XYZ crediamo che la sostenibilità sia un dovere, non una scelta. Ogni nostro prodotto nasce da questa convinzione."
I punti a favore sono una maggior autorevolezza, un’identità chiara e un forte posizionamento. I contro, invece, sono legati al suo abuso, che fanno percepire il brand come eccessivamente autoreferenziale.
In questo caso la storia viene raccontata dal punto di vista dell'utilizzatore finale, e questo rende il racconto ancora più empatico e vicino al vissuto reale.
Esempio:
"Quando ho deciso di iniziare a correre , ero convinto di non potercela fare. Poi ho provato le scarpe XYZ, e tutto è cambiato."
I punti a favore sono un senso di immedesimazione da parte del cliente, che si riflette nel suo coinvolgimento, per un customer Journey di valore. I contro, come puoi immaginare, è che la narrazione richiede veridicità e coerenza. Se forzata, risulta poco credibile.
Di solito viene usato per raccontare una storia con uno sguardo più oggettivo o ampio, utile nei casi di storytelling informativo, documentaristico o per dare una visione globale.
Esempio:
"Negli ultimi dieci anni, il consumo consapevole è cresciuto del 60%. XYZ ha colto questo cambiamento già nel 2010."
Se da una parte offre contesto, autorevolezza e visione, aspetti positivi per un brand, dall’altra è meno coinvolgente e piatto, se così vogliamo dire, emotivamente.
Sono sempre di più i brand che raccontano storie dal punto di vista delle persone che ne fanno parte. È una scelta narrativa che umanizza l'identità aziendale.
Esempio:
"Mi chiamo Marco, lavoro in XYZ da cinque anni. Ogni giorno sviluppo soluzioni pensando a chi, come me, ha bisogno di semplificare il proprio lavoro."
Tra i punti a favore sicuramente c’è una narrazione trasparente, autentica e umana, nei contro la necessità di una cultura aziendale reale e coerente. Un fattore a cui prestare attenzione, quando si sceglie cosa raccontare o meno.
C’è poi un altro tipo di narrazione, che include punti di vista alternativi o minoritari, e dà voce a ciò che normalmente resta invisibile, perfetto nei contesti sociali e inclusivi.
Esempio:
"Per anni nessuno ha ascoltato le comunità rurali. Oggi collaboriamo con loro per creare prodotti equi e sostenibili."
Un racconto di questo tipo rompe gli stereotipi, amplia lo sguardo e rafforza la reputazione, ma richiede particolare sensibilità per essere sviluppato e coerenza profonda.
Il punto di vista non è solo un modo di raccontare, ma soprattutto una scelta che influenza il posizionamento di un brand nella mente dei consumatori.
Cambia il tono (intimo, tecnico, ironico), il ritmo, la scelta delle parole, l'intensità emotiva.
Un brand può alternare punti di vista diversi a seconda dei contenuti e dei canali social che intende presidiare. Ciò che conta è la coerenza narrativa e il rispetto del pubblico.
Alcune raccomandazioni che voglio darti prima che tu dia vita alla tua narrazione di marca:
Per promuovere la tua attività sui social e creare il tuo universo narrativo, devi prima di tutto chiederti chi vuoi che sia il protagonista: il brand, il cliente o il team?
Una volta fatto questo, domandati quali emozioni desideri far provare al tuo pubblico: coinvolgimento, fiducia o piuttosto ispirazione? Quanto vuoi svelare nel racconto? Scegli se basarlo esclusivamente sulle emozioni o inserire anche sui dati, visioni e analisi.
Tante domande, me ne rendo conto, ma prima di dar vita a un racconto che converta, si ha bisogno prima di tutto di una struttura.
Ora pensa al contesto in cui vuoi inserire la storia, come una campagna promozionale, il racconto istituzionale o il contenuto editoriale, e quale voce lo rappresenta meglio. Una voce interna, una esterna o piuttosto una collettiva?
Come può cambiare il tuo messaggio se raccontato da una prospettiva nuova? Ci sono punti di vista inascoltati che vale la pena valorizzare? Se sì, quali? Prendi nota!
La scelta del punto di vista è determinante, perché genera un’esperienza diversa e nella narrazione di brand l’esperienza è tutto. Permette di raccontare una storia in cui chi ascolta non resta spettatore, ma si riconosce protagonista.
Nello Storytelling non è importante solo cosa racconti, ma la lente più adatta a mostrare ciò che conta davvero per la tua attività.
Per la tua narrazione di brand scegli Story to Shine, il mio percorso in affiancamento per insegnarti come raccontarti e vendere sui social.
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