
SEO Copywriter e Digital Strategist. Creativa e sognatrice, ricerco l'essenza del tuo progetto nelle parole che scelgo.
Conosciamoci meglioQuali strategie applicherei se dovessi aprire un profilo Instagram oggi? Te le spiego in questo articolo, che sono certa ti sarà d’aiuto per promuovere la tua attività online.

Hai appena creato il tuo profilo Instagram: la foto del profilo è lì, vuota o provvisoria. Nessun post, zero follower, nessuna storia. È un foglio bianco che, se usato bene, può diventare una vetrina, un catalogo e una porta d’ingresso per nuovi clienti.
Se invece lo usi senza una direzione chiara, rischia di restare un account abbandonato come ce ne sono milioni.
Da Digital Strategist, se oggi dovessi aprire un profilo Instagram da zero per un’artigiana o una libera professionista, ecco quali passi farei e in quale ordine.
Prima ancora di pensare a foto e hashtag, serve capire chi sei e a chi vuoi parlare. Instagram non è una piattaforma “per tutti”: funziona quando la tua comunicazione è definita in modo strategico.
Mi farei tre domande:
Se non hai chiara questa parte, rischi di postare contenuti belli ma scollegati tra loro, che non parlano a nessuno in particolare.
Il profilo Instagram è il tuo biglietto da visita. Chi atterra lì deve capire in 5 secondi: chi sei, cosa fai e perché dovrebbe seguirti.
Cosa curerei subito:
L’obiettivo è che, anche senza scorrere il feed, una persona capisca se sei la professionista che sta cercando.
Qui viene la parte più delicata: cosa pubblicare. Il punto non è “riempire il feed”, ma creare contenuti che abbiano una funzione precisa.
Dividerei i contenuti in 4 categorie:
La regola? Non puoi solo vendere, altrimenti le persone fuggiranno dal tuo profilo, anche perché il tuo profilo deve catturare l’attenzione di quelle che in gergo sono le tue buyer personas (clienti ideali), guidarle attraverso un funnel prima a interessarsi a te e infine ad acquistare. Ci vuole equilibrio.
Le stories sono il cuore di Instagram e la maggior parte delle persone le guarda più dei post. Qui entrano in gioco spontaneità e frequenza.
Le userei per:
Le stories non devono essere perfette, devono sembrare autentiche. È come se aprissi la porta del tuo studio e le facessi sbirciare all’interno.
Instagram è un canale di comunicazione che funziona se si ha costanza. Non significa pubblicare ogni giorno, ma avere un ritmo riconoscibile.
Un piano minimo potrebbe essere:
Meglio pochi contenuti regolari e pensati che dieci post in un mese e poi silenzio per due.
Molte artigiane o libere professioniste mi dicono: “Non so fare foto professionali, quindi non pubblico”. È un errore. La qualità visiva è importante, sì, ma oggi con uno smartphone e un minimo di attenzione alla luce puoi ottenere ottimi risultati.
Consigli pratici:
Un errore comune è pensare che basta postare per crescere. In realtà Instagram è un luogo di interazioni.
Se aprissi oggi un profilo, dedicherei ogni giorno 10-15 minuti a:
Più interagisci in modo autentico, più diventi visibile. Non sei solo “quella che posta”, ma una presenza riconoscibile nella community.
Ogni mese guarderei i dati: quali post hanno avuto più interazioni, quali stories hanno portato messaggi, quali link sono stati cliccati.
Instagram offre statistiche base che bastano per capire:
Con queste informazioni puoi correggere il tiro e capire cosa funziona e cosa no. Sai perché? È inutile continuare a fare contenuti che piacciono a te ma non al pubblico.
Non usare Instagram come vetrina fine a se stessa, pensalo come “un ponte” verso qualcosa: vendere un prodotto, ricevere prenotazioni, generare richieste di contatto.
Ogni mese mi chiederei: “Quante clienti ho raggiunto grazie a Instagram?”. Se la risposta è zero, allora c’è da rivedere contenuti, call to action, messaggi.
Resta il fatto che prima di pubblicare contenuti sui social, hai bisogno di una strategia di digital marketing per dar vita a una comunicazione efficace e che non ti faccia perdere tempo in tentativi vani.
Questo è l’elemento che molte artigiane e libere professioniste sottovalutano. Si nascondono dietro al prodotto, pensando che basti mostrare il lavoro finito. Ma le persone comprano anche la storia, la voce, il volto dietro al brand.
Se aprissi oggi un profilo, metterei la mia faccia. Racconterei perché faccio quello che faccio, cosa mi ispira, quali sono le mie sfide. Questo crea connessione, e la connessione porta fiducia, che porta vendite.
Aprire un profilo Instagram oggi non è più una questione di “fare belle foto e usare qualche hashtag”. È costruire uno spazio che parla di te, che ti rappresenta e che porta le persone giuste a fidarsi di te.
Per farlo bisogna unire strategia (sapere chi sei, cosa offri, a chi parli) con autenticità (mostrare davvero il tuo lavoro e la tua personalità).
Non devi avere milioni di follower: bastano anche poche centinaia di persone, se sono quelle giuste, interessate a comprare i tuoi prodotti o servizi.
Se fossi al tuo posto oggi, inizierei da qui: profilo curato, contenuti pensati, interazione costante, ma soprattutto strategia. Tutto il resto — crescita, vendite, riconoscimento — arriva come conseguenza naturale.
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