
SEO Copywriter e Digital Strategist. Creativa e sognatrice, ricerco l'essenza del tuo progetto nelle parole che scelgo.
Conosciamoci meglioAbbiamo bisogno di sentirci al sicuro, di sapere che la nostra è la decisione giusta, non vogliamo pentirci di un acquisto o di una scelta. Nessuno di noi è amante del rischio e sai qual è la verità? Che siamo guidati da quello che gli altri hanno già approvato e tendiamo a fidarci delle scelte di persone che hanno già testato quel singolo prodotto o servizio.
La riprova sociale, come descritta da Robert Cialdini nel libro “Le armi della persuasione” è un potente strumento persuasivo nel marketing.
Ciò che viene acquistato da una cerchia di persone a noi affini, viene immediatamente validato dalla nostra mente e ci fa sentire al sicuro. Diventa vantaggioso, ancora più utile di come lo avevamo concepito inizialmente e semplifica l’intero processo decisionale.
Il fatto che altri ci abbiano preceduto nell’esperienza ci tranquillizza, agendo a livello inconscio. Come si può sfruttare la riprova sociale (social proof) nella comunicazione?
Se un tempo era il passaparola a spronarci nell’acquisto, ora sono i feedback delle persone che lasciano un commento o una testimonianza a farlo.
Pensa all’ultima volta che hai acquistato un prodotto su Amazon, hai letto i commenti? O ti sei lasciata guidare solo dall’ispirazione, optando per un brand senza feedback? La risposta credo di saperla, ma sarai tu a confermarla.

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Per non parlare poi del bollino che ci dice che un prodotto è “il più venduto”, mostrandoci così che la maggior parte delle persone su Amazon lo ha scelto. Se loro sono soddisfatte, perché non dovremmo esserlo noi? Prodotto nel carrello e pagamento effettuato.
Una riflessione breve e immediata, che ti fa capire quanto in realtà le esperienze altrui sono rilevanti per noi, perché confermano le nostre decisioni ancor prima che avvengano.
Ogni volta che un cliente acquista sul tuo shop, o richiede una consulenza, chiedigli di lasciarti una recensione, magari su Trustpilot, oppure nel profilo della tua attività su Google. Dimostrerai così l’efficacia e l’utilità del prodotto venduto, mentre nel secondo caso la tua affidabilità e competenza in materia.

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Non dimenticarti di inserire le recensioni dei tuoi clienti anche sulla landing page, perché quando vendi un prodotto la convinzione di prendere la decisione giusta deve essere dimostrata. In quanti si sono già affidati a te? Hai seguito più di 1000 persone e il 98% di queste sono soddisfatte? Condividi l’informazione e fallo in modo evidente e obiettivo.
Sei stato scelto da clienti conosciuti o hanno scritto di te in un articolo di giornale? Inserisci il loro logo nella brochure e l’articolo in una sezione specifica del sito.
Se una recensione scritta per uno shop è sufficiente, per una consulenza o percorso la testimonianza in video risulta più efficace, perché viene considerata ancora più autentica, dal momento che il cliente si espone direttamente, mettendoci la faccia.

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A prescindere dal tipo di feedback lasciato, la tendenza è omologarsi alle scelte di acquisto altrui, perché rappresentano strade già percorse, sentieri sicuri per intraprendere un cammino e raggiungere un determinato risultato.
Chi ancora non conosce la tua professionalità ed è indeciso sulla decisione da prendere si affida agli altri per trovare una risposta in grado di soddisfarlo, ne imita il comportamento.
Non sono solamente le recensioni e le testimonianze a contare per la nostra mente, ma anche il numero di commenti.
Tra due prodotti che rispondono allo stesso bisogno, o agiscono per risolvere lo stesso problema, valutati in modo pressoché identico, sarà il numero di feedback positivi a condizionarci. Infatti, più valutazioni positive ci sono, più la nostra percezione di validità e convenienza del prodotto o attività aumenta.
Un dato è per sua natura oggettivo e realistico, affidabile e quantificabile. Ed è proprio per queste sue caratteristiche che viene considerato ed è utilizzato nelle campagne pubblicitarie sui social (come Instagram) e sui siti web.
Si possono condividere ad esempio le classiche stelline di valutazione o il punteggio, due indici di gradimento accompagnati o meno dal commento. In alternativa, ci sono i dati che vanno a sostenere un determinato servizio, come quello di una nutrizionista che col suo piano alimentare conduce la cliente alla perdita di peso, mostrandone il percorso.

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I numeri sono uno strumento molto potente che va saputo sfruttare nella comunicazione, senza però eccedere e finire per dimenticarsi lo storytelling di brand.
Sono dati utili anche quando ci si paragona in meglio con la concorrenza.
Un esempio è il confronto tra le grandi compagnie di telefonia italiane, che si sfidano per la convenienza delle loro tariffe rispetto a quelle dei competitor.
Una gara senza fine che ti invito a non far diventare la linea guida della tua comunicazione, perché sempre soggetta a sconfitta.
A prescindere dai dati e dall’efficacia che questi hanno nella comunicazione, a essere centrale deve rimanere il tuo perché, che ti renderà unica e soprattutto inimitabile.
Il nostro bisogno di certezza trova nei social un'ulteriore risposta: nel numero di follower, in quello dei mi piace e dei commenti, nella popolarità del brand. La condivisione di un’idea e di un messaggio hanno bisogno di un pubblico che ne supporta le idee.

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Qui è doverosa una premessa.
I follower si possono comprare o ancor peggio regalare (interazioni false e profili che Instagram elimina periodicamente, insomma soldi sprecati), i commenti invece si possono richiedere in gruppi di scambio (che sono contrari alla policy di Instagram).
Le uniche interazioni che contano sono quelle reali, vere e non di account fake. Ma in un mondo in cui la competizione è assidua e la varietà di brand nello stesso settore è alta, diventa piuttosto complesso ricevere un commento.
Molto più semplice un like, gesto che si consuma in un istante e segnale pur sempre di gradimento, che non richiede alcuno sforzo da parte delle persone.
Per sfruttare la riprova sociale su Instagram, oltre a definire post che incrementino le interazioni e il numero di persone che ti seguono, inserisci nelle tue storie in evidenza anche “Dicono di me” o “Testimonianze”.
Saranno poi i tuoi contenuti e l’empatia nella comunicazione a fare il resto, ma intanto chi visita il profilo per la prima volta, potrà conoscerti meglio leggendo le parole degli altri.
Dopo aver parlato di numeri, dati e interazioni social, non posso che condividere il mio pensiero con te, ovvero che la riprova sociale deve andare di pari passo con l’empatia e la capacità di un brand di rapportarsi con le persone che lo seguono.
Se è un numero a creare un follower e una testimonianza o un punteggio una possibile conversione, è altrettanto vero che è una connessione a generare una vendita (mi riferisco ad esempio alla nutrizionista che vende le sue consulenze online).
Ogni volta che una persona inizia a seguirti su Instagram, accoglila e dalle il benvenuto sul tuo profilo, renditi disponibile a una conversazione priva di secondi fini. Mostrati in tutta la tua autenticità, racconta la tua storia e fallo senza porti limiti di parole o di tempo.
Il legame con la community deve esser per te un faro nell’oscurità, che dovrai coltivare rispondendo a un commento sotto l’ultimo post, o in Dm a una domanda.
Non sarà uno spreco di tempo, ma un valore aggiunto che distinguerà il tuo approccio da quello degli altri rendendoti, insieme e ancor prima della riprova sociale, la scelta migliore. L’unica su cui valga la pena investire. Sei d’accordo con questa mia visione?
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